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Innovazione a suon di moto 100% marchigiana

Quando parliamo di Armotia, la startup guidata da due ingegneri marchigiani, sembra d’obbligo usare le parole passione e innovazione. Sì perché Armotia è davvero la prima moto di serie elettrica con due ruote motrici progettata da bike lovers.

L’idea nasce dall’incontro di due menti: Antonio che costruisce e contempla le sue motociclette ed Andrea che gira in pista in sella alla sua 749 tenuta insieme dal nastro adesivo. Antonio e Andrea si conoscono nel 2010 durante una riunione di lavoro ma è solo alla pausa caffè che scoprono la medesima passione per le due ruote. La conversazione si fa sempre più intensa e sembra già chiaro che non si sarebbe esaurita davanti a quel caffè ma avrebbe seguito un altro incontro, poi un terzo, un quarto e così via.

E in un baleno sono arrivati ad EICMA 2015 meglio conosciuta come Milan Motorcycle Show, la più importante rassegna espositiva mondiale di riferimento per le due ruote a motore. Tutto di questa esperienza è stato una vittoria per i suoi protagonisti, tanto che Andrea Andreucci lo commenta così: “A Milano abbiamo portato moto vere, non prototipi tenuti in piedi col nastro americano. Abbiamo ricevuto l’apprezzamento e l’incoraggiamento di personalità del settore e delle case cui aspiriamo diventare concorrenti. I fornitori hanno compreso che il nostro progetto non è un capriccio. Diciamo che, per quanto ci riguarda, non poteva andare meglio”.
L’impegno al miglioramento e all’innovazione motociclistica che il team di Armotia vuole perseguire stanno ottenendo grandi risultati anche grazie ai suggerimenti e consigli del pubblico della Fiera. L’open source è una validissima risorsa secondo Andreucci per il quale “tutto quello che oggi esplode nella società e nel mercato non è opera di un singolo tecnico che si rinchiude nel laboratorio a sviluppare la propria idea, ma di una moltitudine di soggetti che per le motivazioni più varie concorrono a migliorare un’intuizione iniziale. I visitatori dello stand e dei canali social di Armotia ci hanno dato numerose indicazioni per apportare dei miglioramenti sia ai nostri prodotti che al progetto complessivo. Una volta si sarebbe detto che è fondamentale ascoltare il cliente insoddisfatto. Oggi quello che accade è che anche chi non sarà mai un tuo cliente ti può aiutare a migliorare il tuo prodotto e la tua organizzazione. Appena tornati dalla fiera, il primo lavoro è stato mettere in fila tutte le indicazioni che abbiamo ricevuto ed iniziare a pianificare gli interventi per renderle operative”.
A cura della Redazione

Categorie:   Startup

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