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Expo, Salvadori: “Jellyfish Barge, la serra del futuro Toscana fra i 5 finalisti alle Nazioni Unite”

FIRENZE – La Toscana è fra i 5 finalisti, con il progetto Jellyfish Barge, del premio delle Nazioni Unite “UNECE Ideas for Change Award”.

Jellyfish Barge, serra galleggiante all’avanguardia che sfrutta l’energia solare per produrre alimenti senza consumo di suolo, acqua ed energia chimica, è fra i progetti che la Regione Toscana porterà ad Expo 2015 e che oggi sarà presentata a Palazzo Vecchio in occasione dell’evento “Firenze e la Toscana nell’anno dell’Expo”.

A dare la notizia del premio è stato l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori, che stamani ha partecipato a Buon Giorno Regione in onda sulla rete tre della RAI. “Il 14 aprile con il team guidato dal professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze (Pnat Srl- DISPAA) che ha realizzato la serra – ha spiegato l’assessore – siamo stati invitati presso il Palais des Nations di Ginevra dove i delegati di 56 Paesi membri e una giuria di esperti voteranno per il vincitore finale.

Naturalmente la Toscana farà del suo meglio per vincere – ha concluso Salvadori – ma essere fra i 5 finalisti di un premio mondiale è già un bel riconoscimento della capacità di innovazione della nostra Regione.” Jellyfish Barge è stata progettata per Expo 2015 e farà mostra di sé a Firenze dal 1 maggio e fino a settembre, sarà ancorata in Arno all’altezza del Ponte San Niccolò.

E’ un manufatto d’avanguardia realizzato su progetto di Pnat Srl- DISPAA dell’Università di Firenze che è stato finanziato dalla Regione Toscana perchè “rappresenta un esempio di quello che la ricerca, una ricerca di grande livello come quella che abbiamo in Toscana – sottolinea Salvadori – può portare in termini di innovazione, ma anche di sostenibilità e partendo da materiali di recupero. Ed è totalmente coerente con il tema dell’Expo, “Nutrire il pianeta, energia per la Vita”.

Jellyfish Barge è un sistema in grado di produrre alimenti senza il consumo del suolo, di acqua dolce e di energia chimica. E’ composta di un basamento in legno di circa 70 metri quadrati, che galleggia su fusti di plastica riciclati. Al di sopra viene montata una serra in vetro per le coltivazioni. All’interno – come spiega la scheda tecnica – un sistema di coltivazione idroponica garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali, grazie al riuso dell’acqua. Grazie all’energia solare la serra è anche in grado di produrre acqua pulita (fino a 150 litri al giorno) da acqua salata, salmastra o inquinata.

L’energia che fa funzionare Jellyfish è fornita da pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche e un sistema che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità.

 

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