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AlghItaly, la startup che crea il cibo del futuro

«L’innovazione oltre le App. Non è facile, ma noi abbiamo deciso di provarci ugualmente». Francesco Campostrini, Claudio Gallo e Matteo Castioni avevano un’idea, una di quelle che difficilmente resta da parte e che ti porta a creare, dal nulla, qualcosa come 3mila500 mq di impianto per la produzione di alghe, in pieno vicentino.

«Nutraceutica, ecco ciò che facciamo: uniamo nutrizione e farmaceutica attraverso le alghe» – spiega Matteo, agronomo, responsabile dello sviluppo scientifico e tecnologico della sua AlghItaly, azienda fondata nel 2013 come naturale prosecuzione di Algain Energy srl, società impegnata dal 2008 in ricerca e sviluppo nel settore delle microalghe, con Gas.Co srl, come socio investitore.
«Le alghe hanno molti effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento delle malattie e il mercato è in continua espansione, considerata la crescente richiesta di prodotti naturali nel campo degli integratori alimentari. Invece di mangiare e curarsi, possiamo curarci mangiando» – continua il ragazzo che ha presentato la sua startup al ‘Vivaio delle idee’ di Expo2015, l’iniziativa che Padiglione Italia, Mipaaf e Fondazione Italia Camp hanno dedicato alla capacità di innovazione dei giovani imprenditori italiani.

Due le micro alghe prodotte ai piedi delle Dolomiti, a poca distanza dalla fonte Recoaro: la spirulina e l’Haematococcus Pluvialis. La prima, con un alto contenuto di proteine, vitamine e minerali può essere considerata un «super food» capace di intervenire per normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue, ottimizzare la funzionalità del sistema immunitario e favorire la cura della rinite allergica e del diabete.

Non solo, è anche un ottimo aiuto per gli sportivi, per chi fa agonismo e cerca un’alternativa naturale agli integratori e ai ricostituenti di sintesi. La seconda, invece, ricca di antiossidante naturali, ha un forte effetto protettivo contro i radicali liberi e viene usata soprattutto nella cosmesi per i trattamenti anti-age.

«È un po’ la molecola del benessere per il futuro, perfetta come difesa da inquinamento, fumo e dai raggi UV, capace di rafforzare i muscoli, alleviare le infiammazioni e favorire la circolazione cardio-vascolare» – continua Matteo. In realtà, nonostante l’alto potenziale dell’attività, il percorso dei ragazzi non è stato semplice, soprattutto da un punto di vista economico.
«Le difficoltà sono molte, abbiamo investito parecchie centinaia di migliaia di euro e abbiamo dovuto cercare dei soci che credessero nel progetto e investissero in noi. Le banche, arrivano sempre dopo» – confida – «In più, a differenza di un mercato leggero come quello delle App, il nostro è un prodotto soggetto ad alto rischio climatico. Non solo è una produzione stagionale, ma risente di cambiamenti di temperatura molto forti. L’anno scorso, ad esempio, una tromba d’aria ha devastato tutta la nostra serra. Metà del budget è andato in fumo e abbiamo dovuto ricominciare da capo».

Eppure, nonostante questo, i ragazzi non solo hanno vinto il concorso Oscar Green 2014 nella categoria “Ideando”, ma sono convinti di poter raggiungere l’attivo di bilancio entro il 2016, esattamente tre anni dopo l’avvio della startup. Non male, per chi aveva solo un’idea a base di alghe.

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Categorie:   Startup

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